G.CARDUCCI: PIANTO ANTICO

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,
nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.
Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,
sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.
Gesuè Carducci

La poesia"Pianto antico"fu scritta da Giosuè Carducci nel 1871 in memoria del figlioletto Dante. Il poeta aveva messo questo nome al figlio perchè era il nome di suo fratello, Dante appunto, morto in giovane età. Ma, come molti dicono, a volte il nome si porta appresso un destino e il piccolo Dante morì in tenerissima età.Giosuè Carducci rimase sconvolto dalla perdita del suo unico figlio maschio e fra i versi di questa poesia si può leggere tutta la sua tristezza: il dolore dell'uomo sulla morte che colpisce gli innocenti.
Egli ricorda quando il bambino tendeva la mano verso i rami del melograno fiorito,pieno di fiori rossi , e con i suoi giochi riempiva il giardino di allegria.Fa un paragone fra l'albero,che nonostante tutto continuerà a fiorire nel silenzioso giardino da poco tornato a fiorire grazie alla primavera,e la sua vita che ha perso il suo unico fiore ed è come una pianta ormai secca. Pensa che il melograno ,dopo l'inverno,con il sole e con il calore, continuerà a fiorire ancora,mentre il suo bambino,che rimane nella terra gelida,non potrà essere risvegliato da nessun sole e nemmeno dal suo immenso disperato amore.

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